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Giudice di Pace? Piuttosto spirano venti di guerra…

10 Mar

Nessuno tocchi la sede garfagnina del Giudice di Pace. Al massimo, un trasloco dalla storica sede in centro verso il palazzo che ospita gli uffici dell’Unione dei Comuni. E così, il presidente dell’Ente, ossia l’attivissimo Mario Puppa, stavolta ha deciso di convocare tutti i sindaci del Comprensorio, per avere una linea comune, e naturalmente più forza nelle decisioni che arriveranno dal Ministero della Giustizia. Lo schema di Decreto Legislativo recante la “Revisione delle circoscrizioni giudiziarie – uffici dei Giudici di Pace, in attuazione dell’art. 1, comma 2, della Legge delega 14.09.2011, n. 148, con il quale è prevista la soppressione di ben 674 uffici di Giudice di Pace, ovvero l’80% di quelli esistenti. Tra gli uffici che chiuderanno, ed è scritto espressamente, c’è anche Castelnuovo. Puppa, a nome di tutti i primi cittadini della zona, esprime fermezza e altrettanta speranza: “L’orografia del territorio rende i collegamenti con il fondo valle particolarmente difficoltosi, anche in relazione alla scarsità dei collegamenti pubblici ferroviari – ove presenti – e, su strada, tra l’altro interessati da continui tagli. Poi la concentrazione presso un unico Ufficio provinciale dell’Ufficio del Giudice di Pace comporterà, inevitabilmente, oltre all’aumento dei costi necessari a raggiungere la nuova sede, l’allungamento dei tempi dei procedimenti giudiziari, incidendo negativamente sull’efficienza e l’efficacia di questo importante servizio. La Conferenza dei sindaci per la Garfagnana, quindi, ha approvato all’unanimità un preciso ordine del giorno nel quale si ritiene necessario il mantenimento dell’Ufficio del Giudice di Pace di Castelnuovo di Garfagnana, la cui soppressione, diversamente, costituirebbe un grave danno per i cittadini ed il territorio, la cui possibilità di accesso alla giustizia sarebbe resa molto più difficile. Che accanto ad un’azione politica e istituzionale dei Comuni, l’Unione Comuni Garfagnana, sia il soggetto che in maniera autorevole possa meglio rappresentare, nelle opportune sedi di discussione, le esigenze della nostra realtà territoriale, e chiedere al Ministero di continuare ad erogare risorse per mantenere la sede di Giudice di Pace a Castelnuovo di Garfagnana: “Si conferma la disponibilità dell’Unione Comuni Garfagnana ad ospitare – continua Puppa, presso la propria sede, l’Ufficio del Giudice di Pace, mettendo a disposizione, compatibilmente con le proprie possibilità, risorse umane e strumentali”. E’ stato chiesto anche un incontro in tempi ragionevolevolmente brevi con Prefettura, sindacati e parti sociali. Non resta che sperare.

Il Piaggione chiede parcheggi: l’Ascom pressa il Comune

23 Feb

Doppio sopralluogo, questa mattina, per il direttore di Confcommercio Rodolfo Pasquini, l’assessore comunale ai lavori pubblici Marco Agnitti e il funzionario di Palazzo Orsetti Moreno Giuntoli. Il terzetto si è recato dapprima nella frazione di Piaggione, dove da tempo alcune attività richiedono la realizzazione di nuovi stalli lungo la via del Brennero, lato sinistro per chi è diretto verso la Valle del Serchio, nelle vicinanze del Bar Micheli. Richiesta, questa, che scaturisce, da diverse ragioni: riqualificazione urbana del paese, miglior servizio per scuolabus e pullman di linea, scarico della spesa più agevole per i residenti, accesso più comodo ai negozi e ripristino del marciapiede, oggi in degrado. A seguire, Pasquini, Agnitti e Giuntoli si sono spostati a San Concordio, lungo il Viale Europa, per una verifica della richiesta pervenuta all’amministrazione da parte del presidente del locale Centro commerciale naturale, Gennarino Amone, il quale ha anche dato vita a una raccolta di firme: si tratta di una modifica dei tempi di funzionamento del sistema semaforico che regola l’intersezione con Via Bandettini. Nello specifico, i componenti del Ccn lamentano il fatto che, per chi arriva dalla circonvallazione e intende svoltare a sinistra per recarsi all’interno del quartiere, è troppo breve il tempo a disposizione per ogni sessione di “segnale verde”. Non più di 5 – 6 vetture circa per volta. Da qua la richiesta di una modifica dell’impianto semaforico che regola l’incrocio. In entrambi i casi i due rappresentanti del Comune hanno approfittato dell’occasione per una presa diretta delle questioni sollevate dai negozianti e supportate da Confcommercio. L’assessore Agnitti, in particolare, ha assicurato che si attiverà per mettere in moto l’iter necessario a programmare eventuali interventi.

Manca un parere dei tecnici… Corsagna non può rifarsi il look

18 Feb

Aria di tensione, per usare un eufemiscmo, tra la giunta comunale di Borgo a Mozzano e la Soprintendenza di Lucca. Tutta colpa di un parere tecnico che tarda ad arrivare, e che rischia di far perdere importanti finanziamenti ministeriali destinati al recupero di alcuni centri storici. Insomma, una situazione imbarazzante, che fa andare letteralmente in bestia la consigliera Cristina Benedetti, che ha seguito da vicino la pratica: “Alla fine del 2010 l’Amministrazione Comunale ha avuto accesso, attraverso la allora Comunità Montana, a un finanziamento sul Piano di Indirizzi per le Montagne, finalizzato al recupero di centri storici. Il contributo ― spiega ― è stato destinato al recupero di via Fucina, a Corsagna, viste le pessime condizioni in cui versa il suo selciato. È stato quindi redatto un progetto che prevede la rimozione delle antiche pietre, la sistemazione del fondo per l’idonea regimazione delle acque piovane e la ricollocazione delle pietre stesse. L’iter burocratico prevede che si richieda anche il parere alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio per il Patrimonio Storico ed Etnoantropologico di Lucca. La lunghezza del nome di questo Ente, già di per sé, rende l’idea di quali siano i tempi, neppure la peggiore delle ipotesi potrebbe avvicinarsi alla realtà. La pratica di autorizzazione infatti, è stata presentata dal Comune di Borgo a Mozzano, quale ente proprietario, in data 23 febbraio 2011 e ad oggi, nonostante i numerosi solleciti effettuati non è giunta alcune notizia”. E’ passato praticamente un anno, e c’è ben poco da festeggiare: “Nel frattempo un cittadino di Corsagna, la cui anziana madre vivendo in via Fucina è impossibilitata ad uscire di casa per la pericolose condizione in cui si trova la strada, si è rivolto alla Procura della Repubblica lasciando anche intendere che il Comune avesse dirottato il finanziamento su altri obiettivi. Vorrei rassicurare i cittadini di Corsagna che il finanziamento è tutt’ora in essere e che non appena ottenuto il parere dalla Soprintendenza si provvederà celermente all’affidamento e all’esecuzione dei lavori”. Meno male, solo che si è perso tempo prezioso, nonostante l’attivismo dell’amministrazione comunale: “Quello che veramente mi indigna – chiude la Benedetti – è che, in un momento nel quale si parla tanto di accelerare i tempi della burocrazia esortando e spesso anche inducendo i cittadini ad usare internet, un Comune debba aspettare un anno, e tengo a sottolineare un anno, per avere l’autorizzazione a rimuovere delle pietre di un breve tratto di strada, risistemare il fondo e riposizionare le stesse pietre senza sostituzione con altri materiali, al fine di renderne sicura l’accessibilità. quello che oggi non è più tollerabile è la lungaggine dei tempi previsti dagli iter burocratici”. E come darle torto???

Nicola Bellanova

Ferrovie, la ricetta Pd di Barga per migliorare tutti i servizi

17 Feb

Sulla questione della disastrata linea ferroviaria Lucca-Aulla, si registra anche l’intervento dell’unione comunale del Pd, rappresentata dal suo presidente Vincenzo Cardone: “È di questi giorni la buona notizia dell’acquisto, con il concorso della Regione Toscana, di nuovi mezzi di trazione diesel che potranno essere utilizzati sulla linea Aulla – Lucca, purtroppo la fornitura di tali mezzi ha tempi lunghi e pertanto non è possibile agire rapidamente come la situazione esigerebbe. Ci permettiamo di mettere in campo alcune idee attuabili a breve/medio termine, che consentirebbero di migliorare la qualità del servizio offerto ai cittadini da Trenitalia/RFI:
1. Uno degli aspetti più critici è quello legato alla mancanza d’informazioni alla clientela, la richiesta, a RFI, è quella di dotare tutte le stazioni e fermate di informazioni visive corredate da indicazioni esaustive dei motivi del ritardo/soppressione dei treni. Le attuali informazioni sonore, seppur esistenti, sono fruibili solo nel momento nel quale vengono erogate e quelle visive, attualmente presenti nei soli impianti di Piazza al Serchio, Castelnuovo G.na, Barga G. e Fornaci di Barga, forniscono informazioni insufficienti.
2. Rivedere le attuali criticità delle corse nei nodi di Pisa e Lucca e nel contempo studiare la possibilità di attuare un orario cadenzato (a cura Trenitalia/RFI) con servizi lenti (fermata in tutte le località) alternati a servizi veloci (fermata nelle località con più clientela).
3. Consentire nel maggior numero di stazioni l’arrivo contemporaneo dei treni incrocianti (RFI), ciò prevede anche la realizzazione di sottopassi, diminuendo con ciò i tempi d’incrocio ed aumentando la sicurezza dei viaggiatori non più costretti ad attraversare i binari.
4. In attesa dei nuovi convogli, Trenitalia deve garantire una flotta di mezzi adeguata a svolgere il servizio previsto, con interventi di potenziamento dell’officina ed eventualmente attingendo materiali da altri compartimenti”. Dobbiamo tutti avere la convinzione e pertanto impegnarci, per una linea efficiente ed in grado di soddisfare l’esigenza di mobilità dei cittadini è questo un obiettivo primario quale presupposto per la crescita della nostra Valle, tenendo presente che la Aulla – Lucca è una risorsa infrastrutturale in grado di dare risposte adeguate anche al traffico merci, la recente apertura dello scalo di Minucciano ne è un esempio concreto.

Lucca-Aulla, ora le istituzioni si accorgono della vergogna

17 Feb

I vetusti Aln668 sbuffano come vecchietti affannati...

Parole, parole, parole… parole, parole, parole… parole, parole, parole… parole, parole, parole… parole soltanto parole, parole per noi… Arriveranno treni nuovi, stazioni videosorvegliate e progetti avveniristici. Almeno questo dicono Regione e Provincia, assieme ai vertici di Rfi. Il 1 aprile si avvicina, e qualche dubbio assale le centinaia di pendolari ogni giorno salpati sul viaggio della speranza. Rimane alto il livello d’attenzione da parte dell’opinione pubblica circa i pesanti disagi che quotidianamente i tanti pendolari lucchesi sono costretti a subire a causa degli ormai quotidiani ritardi e soppressioni che si registrano sulla tratta ferroviaria Lucca-Aulla. Dalla rete ai giornali rimbalza un coro di proteste che denunciano una condizione drammatica del servizio offerto principalmente ai cittadini della Valle del Serchio che ogni giorno hanno la necessità, per studio o lavoro, di raggiungere il capoluogo. Solo in minima parte le difficoltà registrate in questi giorni possono essere addotte alle avverse condizioni climatiche che fortunatamente, in questa occasione, hanno solamente sfiorato la provincia di Lucca; ciò non fa che confermare le enormi carenze strutturali che da tutti, addetti ai lavori e non, vengono giornalmente denunciate. E’ notizia proprio di questi giorni la presentazione da parte del Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e dell’Assessore ai trasporti Luca Ceccobao di un piano di interventi da 350 milioni di euro (finanziato con il recente aumento del 20% dei biglietti ferroviari) con il

Marco Remaschi

quale s’intende procedere ad una parziale riqualificazione del materiale rotabile in servizio: verranno acquistati 45 nuovi treni, 15 dei quali verranno assegnati alle sei linee ferroviarie diesel della rete toscana fra le quali si trova anche la Lucca-Aulla. Ad intervenire nuovamente su questa annosa questione è il consigliere regionale Marco Remaschi: “Le quotidiane legittime proteste e segnalazioni che ci giungono dai nostri cittadini mi spingono a prendere nuovamente una posizione pubblica su questa vicenda: colgo con favore le notizie che provengono da Firenze circa l’acquisizione di nuovi treni, rimango però molto preoccupato per il tempo ancora assolutamente indefinito che dovremo attendere prima di vedere in funzione le nuove carrozze; si parla di un piano intermedio che Ferrovie e Trenitalia stanno predisponendo per il miglioramento immediato delle linee non elettrificate e ciò mi preoccupa ulteriormente perché è da ormai troppo tempo che attendono in Valle del Serchio risposte del genere”. Non più tardi del novembre dello scorso anno infatti, a seguito delle iniziative promosse dagli enti locali dedicate alla celebrazione dei cento anni dall’arrivo del treno a Castelnuovo di Garfagnana, è stato rilanciato un acceso confronto fra amministratori, cittadini, comitato dei pendolari e gestore delle linee che aveva quale obiettivo già al tempo quello di cercare di risolvere parte dei cronici problemi dei quali soffre il collegamento ferroviario per la Garfagnana e già allora si convenne sulla necessità  di  stilare da parte di Trenitalia e del dipartimento regionale ai trasporti un piano d’azione del quale però ad oggi ancora non si ha notizia: “Attendo, insieme a tutti i pendolari, ancora un salto di qualità sulla gestione di questa vicenda da parte dell’ Assessore Ceccobao: – prosegue Remaschi – se da una parte m’aspetto che nell’assegnazione dei nuovi convogli si riesca ad intervenire in maniera massiccia su quelle che sono le tratte più utilizzate ed allo stesso tempo paradossalmente le più carenti, su tutte la Lucca-Aulla, dall’altra ritengo che

non sia più tollerabile che nel rapporto Regione-Trenitalia la parte del leone la faccia sempre e costantemente l’azienda. C’è un contratto di servizio che dovrebbe tutelare gli utenti, e va rispettato. Non possiamo essere continuamente schiavi di un monopolista di fatto, specie in un momento come questo dove finalmente prendono corpo inziative concrete di liberalizzazione a beneficio del Paese. I nostri cittadini meritano maggiore rispetto. Aspettiamo risposte, la parola all’Assessore”.  E allora, consigliere Remaschi, dandole onore e merito di aver tempestivamente fornito intervento su questa delicata questione, Senzaschemi coglie la palla al balzo affinchè possa  proporre allo stesso assessore Ceccobao ed estenderlo anche al Governatore Enrico Rossi, l’invito fatto qualche giorno fa sempre da queste colonne: venite tutti, assessori e consiglieri provinciali, sindaci e tutte le istituzioni di ogni livello, a prendere il treno da Lucca ed arrivare ad Aulla. Ah, naturalmente dia un consiglio spassionato a tutti: annullate ogni impegno in agenda… sulla Lucca – Aulla non si sa quando si parte e soprattutto quando si arriva!

Nicola Bellanova

Cari politici, fatevi un viaggio sulla tratta Lucca – Aulla…

9 Feb

Il treno a Mologno durante l'ultima nevicata

Il vostro Senzaschemi, come potrete notare, tra le sue categorie di raccolta dei post, ne ha una tra le più apprezzate e “rifornite” di notizie: quella dei disservizi. A far la parte del leone, come al solito, sono i problemi che quotidianamente si verificano sulla tratta ferroviaria Lucca-Aulla, ormai dai vertici regionali di Trenitalia ritenuta nei fatti un “ramo secco”. Se così non fosse, non si spiegherebbe altrimenti l’atteggiamento di insufficienza (anzi, diciamo le cose come stanno, irrispettoso) nei confronti delle centinaia di utenti che ogni giorno usufruiscono del (dis)servizio su rotaia. E soprattutto, lo fanno dopo aver pagato regolare abbonamento mensile o semplice biglietto. Cosa che, al giorno d’oggi, sta diventando a livello economico, davvero un lusso, visti i prezzi che corrono. La Regione dà una botte al cerchio e l’altra al tino: con una mano affibbia multe che non saranno mai pagate, con l’altra firma le convenzioni sugli aumenti del prezzo dei ticket. Il risultato?

L'assessore regionale Luca Ceccobao

Che gli aumenti, questa è l’impressione diffusa, servano di fatto a coprire il costo delle multe comminate dall’infaticabile assessore Ceccobao verso l’azienda che gestisce il trasporto ferroviario. Considerato che le sanzioni sono nell’ordine di circa 8 milioni di euro l’anno, basta farsi due conti moltiplicando l’incremento del costo del biglietto per i potenziali clienti fissi e occasionali, e il gioco è fatto. In sostanza, cambiare tutto per non cambiare nulla. Infatti, la qualità delle vetture, già di per sè scadente, andrà ancora più scemando. Di investimenti poi, neanche a parlarne. Il resto è la solita solfa che non fa più notizia: ritardi atavici amplificati ancor di più se nevica, soppressioni improvvise, mancate giustificazioni da parte del personale di terra o di bordo, materiale rotabile contato e se accade l’imprevisto non si può intervenire, decoro da Terzo Mondo, stazioni spesso abbandonate a sè stesse. Ma quello che

Il degrado nella vecchia stazione di Aulla

più fa arrabbiare, me e tanti altri pendolari, è l’indolenza con cui la situazione viene affrontata dalle parti in causa. Qualcuno spera nelle privatizzazioni. Bontà sua… Chi investirebbe su una linea secondaria seppur con un fascino unico? Allora lancio la proposta: visto che i sopralluoghi vanno tanto di moda, inviterei in primis il Governatore Enrico Rossi, in secundis l’assessore regionale Ceccobao, i cinque consiglieri regionali espressione della nostra provincia (da sinistra a destra: Ardelio Pellegrinotti, Marco Remaschi, Giuseppe Del Carlo, Salvadore Bartolomei e Giovanni Santini) e i consiglieri provinciali a farsi un viaggio partendo da Lucca fino ad Aulla Lunigiana. Magari al mattino presto. Se troveranno posti a sedere e si siederanno su sedili non sfondati o unti, potrebbero capire in prima persona le disavventure quotidiane dei pendolari, senza bisogno di aggiungere altro… Contemporaneamente, andando specialmente nel tratto da Castelvecchio Pascoli in su, potrebbero scoprire restando sospesi sulle rotaie, uno spettacolo della natura che non ha eguali. Uno spettacolo gratuito che potrebbe creare ricchezza, se solo si avesse voglia di investire. Uno spettacolo che dalle nostre scalcinate strade di montagna non si può vedere, oppure si può vedere ma a caro prezzo. Ci sta che forse si prenda coscienza dei disagi e delle potenzialità di quest’area, e ci si penserà due volte prima di sopprimere convogli in assoluta discrezione o, peggio, vedere segnalato sul tabellone degli orari ad es. 10 minuti di ritardo e scoprire che poi si arriva tranquillamente a 40 minuti, senza però cambiare le informazioni. Ah, cari politici che avrete (come spero) voglia di farvi un viaggio a bordo della F(r)eccia della Valle: il biglietto pagatelo, così capireste davvero se quel 20% di aumento in più sul prezzo del biglietto sia giustificato. E per favore, non tirate fuori la solita storia dei tagli da Roma… La gente ne ha le scatole piene, basti vedere la civile ma ferma protesta dei primi di dicembre quando il treno a vapore arrivò a Castelnuovo in occasione della parata di personalità giunte in Garfagnana e Mediavalle per il centenario della Lucca-Aulla. Da questa rabbia e voglia di comunicare i disagi, sul social network Facebook è nato un gruppo all’interno del quale gli utenti aggiornano la situazione dei ritardi dei treni in tempo reale. Una forma di servizio, un tam tam tra i pendolari, soprattutto tra gli studenti che frequentano l’Università di Pisa e le scuole superiori di Lucca. La denominazione del gruppo aperto è “I problemi della linea Fs Pisa Aulla”. E Senzaschemi sarà sempre pronto a raccogliere segnalazioni e proposte per far sentire la voce della gente. I dirigenti di Trenitalia passano, gli amministratori regionali pure, ma i pendolari restano.

Nicola Bellanova

La Sp40 Gallicano – Mologno resterà chiusa fino all’8 marzo

8 Feb

Temuta dai residenti e dagli amanti delle quattro ruote, la proroga del blocco al traffico è arrivata. Ancora un mese di disagi quindi, e gli automobilisti in transito da Mologno si mettano l’anima in pace. Da oggi mercoledì 8 febbraio all’8 marzo (festivi esclusi), dalle ore 8 alle ore 17, la SP 40 ‘Gallicano-Mologno’ rimarrà chiusa per la realizzazione di una nuova condotta della fognatura bianca a Mologno, nel comune di Barga. L’interruzione della circolazione sarà all’altezza dell’incrocio con l’area Pip del Frascone e la stazione ferroviaria Barga-Gallicano, e sarà realizzata in modo da consentire l’accesso ai residenti, compatibilmente con le esigenze operative e di sicurezza del cantiere. Sarà inoltre garantito il passaggio dei mezzi di soccorso che, per ragioni urgenti, dovessero accedere all’area di divieto di transito, mentre il traffico ordinario sarà deviato su viabilità alternative. La chiusura temporanea della strada è stata confermata in seguito al rallentamento dei lavori a causa dei recenti eventi sismici e delle condizioni di allerta meteo. Un altro mese di pazienza, quindi, ma almeno ci saranno fogne bianche come Dio comanda.

Nicola Bellanova

Barga resta senza gas per ore Disagi anche in ospedale

4 Feb

Una valvola difettosa ha messo in crisi per quattro lunghissime ore, ben 1.300 persone, tra cui tanti anziani e bambini che erano ricoverati in ospedale o case di riposo. E’ incredibile quanto avvenuto ieri mattina nella parte alta di Barga: per colpa di un guasto ad un componente ritenuto fondamentale per l’erogazione del gas, l’intera centrale posta all’imbocco di Via Hayange (nei pressi dei bagni pubblici al Fontanamaggio), quella che serve tutto il centro storico e aree limitrofe, è andata in tilt. A quanto pare il problema sarebbe stato causato da un sovraccarico sulla linea. Risultato? Esattamente 423 famiglie di una fetta di territorio che va da Pian di Gragno fino al Duomo sono rimaste senza riscaldamento. Ma soprattutto, tra queste centinaia di sfortunati c’erano delle categorie davvero a rischio. Infatti, la centrale di Toscana Energia serve anche l’ospedale “San Francesco”, rimasto senza gas per ben quattro ore, dalle 6.50 fino alle 10.50 del mattino. Il nosocomio borghigiano ospita infatti i reparti Geriatria e soprattutto Ginecologia e Neonatologia. Tra i presenti nella struttura, infatti c’erano dei neonati e tanti “over 75” con gravi patologie. Quindi, il rischio di conseguenze nefaste era altissimo. E non a caso, infatti, proprio dal “San Francesco” è stato dato l’allarme. Ad avvisare l’assessore comunale alla Protezione Civile, l’infaticabile Pietro Onesti, è stato il dottor Lisandro Fava, direttore sanitario dell’Asl, che alle 7.12 ha avvisato l’amministratore borghigiano, che si è subito attivato per far ripristinare la normalità. In attesa dei tecnici dell’azienda gestore del servizio gas, i volontari della Protezione Civile hanno portato ai ricoverati tante coperte ed ogni genere necessario per garantire decoro ai malati. Comunque, all’interno dei reparti, grazie al pregresso riscaldamento dell’ambiente, la temperatura si è attestata attorno ai 18°. Contemporaneamente, dalla parte alta del centro, nei pressi del Conservatorio Santa Elisabetta, era piena emergenza anche alla casa di riposo “Belvedere”, dove sono attualmente una trentina di anziani, molti dei quali con gravi problemi fisici. Anche qui la macchina dei soccorsi si è attivata tempestivamente ed è stato evitato il peggio. Intanto, le squadre di Toscana Energia, alle 8.35 erano giunte sul posto, individuando il pezzo difettoso e iniziando il ripristino delle linee prioritarie, ossia quelle dell’ospedale e della casa di riposo. Alle 10,30 tutte le case e i locali di Barga alta sono tornati ad essere riscaldati: “Quando ci sono sinergie il risultato è sempre positivo – afferma l’assessore Onesti -. Ringrazio i tecnici dell’azienda fornitrice del gas per aver risolto il problema in tempi decisamente brevi. Poteva andare peggio”. Già, intanto, giusto per restare in tema, i disagi causati dal freddo sono stati avvertiti in altre zone del Comune. Infatti, all’interno del cimitero di Castelvecchio, un grosso albero si è letteralmente spaccato in due, rovinando sulle lapidi e dando spavento a quei pochi temerari presenti nella struttura. Solo nel primo pomeriggio, le squadre specializzate d’intervento sono riuscite a rimuovere l’arbusto. Non resta che attendere che il Burian finisca di far danni…

Nicola Bellanova

Emergenza neve, a Barga c’è un’ ordinanza “vademecum”

31 Gen

Due chiese lesionate dal sisma L’Unione traccia il bilancio

29 Gen

Lesioni al pavimento della Chiesa di Vallico Sotto a Fabbriche di Vallico (che è stata chiusa in via precauzionale) e lesioni alla Pieve di Loppia a Barga. Sono queste le principali conseguenze che il terremoto di venerdì pomeriggio ha causato in Media Valle. Sabato mattina nel Centro operativo intercomunale di protezione civile a Piano di Gioviano si è tenuto una riunione con tutti i rappresentanti Unione dei Comuni Media Valle del Serchio convocata dal presidente Nicola Boggi per fare il punto della situazione a meno di 24 ore dalla scossa sismica. Presenti quindi i rappresentanti di Borgo a Mozzano, Barga, Coreglia e Fabbriche di Vallico. Dai controlli fatti in tutti gli edifici scolastici di questi comuni e anche in quelli di Pescaglia e Villa Basilica, non sono emerse particolari problematiche così che lunedì le scuole di ogni ordine e grado saranno riaperte regolarmente. Il terremoto di venerdì è servito anche per valutare tutto ciò che ha funzionato e non ha funzionato del piano di emergenza. In particolare, dall’incontro è emersa la necessità di realizzare un collegamento radio tra i vari sindaci, polizia municipale, protezione civile, misericordie e tutti gli altri enti e associazioni addetti all’emergenza perché venerdì pomeriggio, per i circa 45 minuti successivi alla scossa di terremoto, i cellulari non hanno funzionato. Un’altro problema emerso è quello della necessità di installare in tutte le frazioni una apposita segnaletica che segnali i punti in cui in caso di emergenza la popolazione si deve concentrare perché attualmente nessuno sa dove sono previsti questi punti di raccolta.

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