Imu, Remaschi ai sindaci: “Applicate l’aliquota minima”

8 Mar

Mentre sindacati e associazioni di categoria temono che l’avvento dell’Imu, la nuova imposta diretta introdotta dal Governo Monti per rimpinguare le casse comunali, porti solo disgrazie alle aziende agricole italiane, il dibattito politico, come ogni volta che si parla di carico fiscale da prelevare dalle tasche dei cittadini, sale di tono. Però, il consigliere regionale Marco Remaschi, intervenendo sul tema, si rivolge ai sindaci della nostra provincia con una lettera ufficiale, appellandosi al buon senso degli amministratori per coniugare fabbisogni finanziari degli Enti Locali con la necessità di non gravare su chi produce ricchezza redistribuita su tutta la collettività: “Cari Sindaci, scrivo queste poche righe per manifestare e condividere con voi la forte preoccupazione che nutro circa il futuro del comparto agricolo lucchese e toscano alla luce della recente disposizione contenuta nel così chiamato decreto “Salva Italia” all’interno del quale viene introdotta l’applicazione dell’Imposta Municipale Unica su fabbricati rurali e terreni agricoli. E’ da tutti riconosciuto, operatori del settore e non, il ruolo strategico rivestito da questo ambito produttivo tanto importante quanto drammaticamente caratterizzato da una bassa redditività soprattutto per realtà imprenditoriali medio-piccole quali sono la gran parte delle aziende lucchesi. Pur non sottovalutando il carattere di eccezionalità della manovra finanziaria ed il particolare periodo che stiamo vivendo, emerge forte la preoccupazione circa gli effetti che l’applicazione di questa nuova imposta rischiano di produrre in un settore così strutturalmente fragile ed altrettanto duramente colpito dagli effetti prodotti dalla crisi che il nostro Paese sta attraversando. Sappiamo bene quanto l’opera delle imprese agricole, dei coltivatori diretti, come dei singoli cittadini sia alla base di quel concetto di custodia del territorio inteso nella sua accezione più ampia. Tale principio infatti si declina in un’azione quotidiana tanto volta alla difesa ed al mantenimento del territorio dal punto di vista idro-geologico, quanto alla conservazione di quell’immagine di paesaggio tipico che fa di Lucca e della Toscana un’eccellenza mondiale in termini di qualità della vita. Nel caso in cui non venga accolta dal Governo l’auspicabile richiesta volta ad esentare dal pagamento dell’imposta i fabbricati rurali ad uso strumentale, sarà affidato proprio a voi Sindaci l’ingrato compito di decidere circa l’applicazione dell’aliquota piena prevista in uno 0,2 per cento oppure in una tariffa ribassata allo 0,1. E’ proprio a voi ed al vostro grande senso di responsabilità istituzionale che faccio pertanto appello proponendo l’istituzione di una sorta di tavolo di concertazione attraverso il quale riuscire a coordinare l’azione di tutte le amministrazioni comunali della provincia con l’obiettivo del contenimento massimo dell’imposta per tutti gli operatori del settore”.

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