Manca un parere dei tecnici… Corsagna non può rifarsi il look

18 Feb

Aria di tensione, per usare un eufemiscmo, tra la giunta comunale di Borgo a Mozzano e la Soprintendenza di Lucca. Tutta colpa di un parere tecnico che tarda ad arrivare, e che rischia di far perdere importanti finanziamenti ministeriali destinati al recupero di alcuni centri storici. Insomma, una situazione imbarazzante, che fa andare letteralmente in bestia la consigliera Cristina Benedetti, che ha seguito da vicino la pratica: “Alla fine del 2010 l’Amministrazione Comunale ha avuto accesso, attraverso la allora Comunità Montana, a un finanziamento sul Piano di Indirizzi per le Montagne, finalizzato al recupero di centri storici. Il contributo ― spiega ― è stato destinato al recupero di via Fucina, a Corsagna, viste le pessime condizioni in cui versa il suo selciato. È stato quindi redatto un progetto che prevede la rimozione delle antiche pietre, la sistemazione del fondo per l’idonea regimazione delle acque piovane e la ricollocazione delle pietre stesse. L’iter burocratico prevede che si richieda anche il parere alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio per il Patrimonio Storico ed Etnoantropologico di Lucca. La lunghezza del nome di questo Ente, già di per sé, rende l’idea di quali siano i tempi, neppure la peggiore delle ipotesi potrebbe avvicinarsi alla realtà. La pratica di autorizzazione infatti, è stata presentata dal Comune di Borgo a Mozzano, quale ente proprietario, in data 23 febbraio 2011 e ad oggi, nonostante i numerosi solleciti effettuati non è giunta alcune notizia”. E’ passato praticamente un anno, e c’è ben poco da festeggiare: “Nel frattempo un cittadino di Corsagna, la cui anziana madre vivendo in via Fucina è impossibilitata ad uscire di casa per la pericolose condizione in cui si trova la strada, si è rivolto alla Procura della Repubblica lasciando anche intendere che il Comune avesse dirottato il finanziamento su altri obiettivi. Vorrei rassicurare i cittadini di Corsagna che il finanziamento è tutt’ora in essere e che non appena ottenuto il parere dalla Soprintendenza si provvederà celermente all’affidamento e all’esecuzione dei lavori”. Meno male, solo che si è perso tempo prezioso, nonostante l’attivismo dell’amministrazione comunale: “Quello che veramente mi indigna – chiude la Benedetti – è che, in un momento nel quale si parla tanto di accelerare i tempi della burocrazia esortando e spesso anche inducendo i cittadini ad usare internet, un Comune debba aspettare un anno, e tengo a sottolineare un anno, per avere l’autorizzazione a rimuovere delle pietre di un breve tratto di strada, risistemare il fondo e riposizionare le stesse pietre senza sostituzione con altri materiali, al fine di renderne sicura l’accessibilità. quello che oggi non è più tollerabile è la lungaggine dei tempi previsti dagli iter burocratici”. E come darle torto???

Nicola Bellanova

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