Deputato e Presidente? Si può! E la Casta non molla l’osso

16 Feb

Il tempio della politica italiana. Sarebbe meglio dire il teatrino...

La Casta non molla. E come nel migliore esercizio di equilibrismo, trova il modo di conservare i suoi privilegi. L’annunciata, sbandierata e ancora non applicata riduzione delle indennità dei Deputati e Senatori della repubblica (volutamente con la “r”) sarà compensata col solito, squallido cavillo burocratico  che, in tempi in cui si chiede a tutti di stringere la cinghia, va davvero controcorrente. Infatti, i presidenti di provincia che sono anche parlamentari potranno continuare a svolgere il doppio incarico. Lo ha stabilito la Giunta delle elezioni della Camera che con 16 voti favorevoli e 11 contrari ha sancito la compatibilità, cosa che, invece, non è ammessa per i sindaci dei comuni oltre i 20mila abitanti. “Si parla di tagli ai costi della politica e poi si assiste a decisioni del genere – è il commento di Oreste Giurlani, presidente di Uncem Toscana e sindaco di Fabbriche di Vallico – Si lascia il doppio incarico e la doppia indennità per i presidenti-parlamentari e poi si parla di ‘casta’ in riferimento a tante altre figure istituzionali che casta proprio non sono. Penso ai sindaci, oltretutto destinatari di indennità mediamente basse rispetto alle responsabilità e alla mole di lavoro, e soprattutto ai sindaci dei comuni più piccoli. Credo proprio – conclude Giurlani – che si debba saper distinguere dove sono gli sprechi veri. Il caso della decisione presa oggi dalla Giunta delle elezioni della Camera rientra sicuramente fra questi”. Una vergogna? Non c’è bisogno di rispondere… A questo punto, affinchè questo doppio Bengodi sia spazzato via a colpi di legalità prima che la gente poi non s’incazzi per davvero, non resta che sperare in Mario Monti e la sua auspicata abolizione delle Province. Almeno, i onorevoli Deputati e Senatori della repubblica (volutamente con la “r”, ripeto…) dovranno accontentarsi di un solo stipendio. Sempre che, la soppressione di questi Enti intermedi, che sarebbe dovuta avvenire nel 1970 con l’istituzione delle Regioni (entrate dunque a regime ben 24 anni dopo l’introduzione nell’impianto costituzionale) non venga stoppata da qualche nuova e fantasiosa invenzione degli ultimi mohicani asserragliati nei Palazzi romani. E poi, da sinistra (in particolare loro) e a destra, vengono a parlarci di “Paese reale”.

Nicola Bellanova

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