Un uomo chiamato… coniglio: Puglia stavolta si gioca il jolly

14 Feb

Cosa guarda Schettino...???

A volte la realtà supera la fantasia: da tre settimane gli organi di informazione dedicano ore e ore, righe e righe, del loro spazio per rovegliare sui loro spettatori e lettori notizie

Mario Puglia

provenienti dall’isola del Giglio. La macchina dell’informazione è spietata e ha fatto divenire, anche in questo caso, quella che era una vera e propria immane tragedia, uno show mediatico completo, un vero e proprio teatrino sul cui palcoscenico si muovono i più svariati ed eterogenei personaggi. Purtroppo qua non ci sono né Pirandello né De Filippo, non ci sono equivoci, ci sono soltanto morti, feriti, un disastro economico ed ambientale di dimensioni incalcolabili e cause che i tribunali porteranno avanti per (probabilmente) decenni. Poi c’è un piccolo comune della nostra piccola Garfagnana che da qualche giorno ha qualcosa in comune con la Costa Concordia, con la tragedia-evento del Giglio. Sgombriamo il campo da equivoci, nessun garfagnino era su quella nave. E allora cosa centra la Garfagnana con quella tragica nave? Il nesso è stato trovato dal sindaco di un piccolo centro montano che, nemmeno a dirlo, è Vagli Sotto. Mario Puglia è un primo cittadino che sale spesso alle cronache, un primo cittadino innamorato sì della propria terra, ma sicuramente vulcanico e originale. E così è venuta l’idea per innalzare un monumento dedicato alla tragedia della Costa Concordia: l’evento ha sicuramente colpito nel profondo Mario Puglia, tanto che ha voluto commissionare due statue di marmo che raffigureranno, una il “capitano (poco) coraggioso”

un bel coniglio, ma di marmo!!!

Schettino, l’altra il comandante “tutto di un pezzo” De Falco. Due statue che saranno

Cosa si può fare per il lago di Vagli???

installate ai lati del ponte tibetano e che rappresentano la contrapposizione, millenaria, tra coraggio e codardia, tra uomini di valore e uomini cordardi. In particolare il comandante della nave da crociera verrà raffigurato come metà uomo e metà coniglio. L’iniziativa ha destato diverse critiche, ma al momento non si è andati oltre la critiche verbale. Il sindaco Puglia, come è propria abitudine, prosegue sulla propria diritta via e ha fatto sapere che uno scultore sta lavorando al monumento in un luogo misterioso. Si farà il monumento? Non resta che attendere… Il Sindaco di Vagli ha annunciato in queste ore che ha fatto commissionare ad un artista due statue da porre ai lati del ponte tibetano. I soggetti saranno Schettino, il comandante che è fuggito dalla Costa Concordia mentre questa colma di naufraghi stava colando a picco all’isola del Giglio, e De Falco il comandante della capitaneria di porto di Livorno. Costo dell’impresa 38.000 euro. Cui prodest? A Vagli? Non crediamo, è già molto famosa per il paese sommerso. Al sindaco? Andy Warhol ha detto che ogni cittadino ha diritto al proprio quarto d’ora di celebrità. Perchè toglierla ad un sindaco di un piccolo comune che ora certamente sarà visitato e intervistato da decine di tv e reporter. Alla Garfagnana? Schettino coniglio e De Falco comandante sono due “belle” figure da mettere ai lati di un ponte tibetano. Diventerà un ponte amletico. Essere o non essere. Ci auguriamo però non sia poi luogo di ripensamenti o fughe eterne. Credo la questione sia bella da esaminare in termini dialettici, giornalistici, politici e culturali. E la domanda: “dove andremo a finire” è già superata dalla nuova “dove siamo finiti?”. Il plastico di Bruno Vespa, “Ballando sotto le stelle” che balla mentre su La7 andava in onda la tragedia in diretta, i curiosi dell’affondamento che hanno affollato il Giglio e scattato milioni di foto, i màitre, le amiche bionde, rappresentano momenti di un unicum. Ovvero di una sola e grande questione e una certezza: basta indignarsi. La fase dell’arruffamento dei capelli per rabbia è finita. Così come terminata e conclusa la questione della vergogna italiana. E’ il momento di rimboccarsi le maniche e fare un passo avanti. Alzare la mano e partecipare. Nel caso del Sindaco di Vagli saranno i suoi amministratori oggi, e i suoi cittadini domani, a chiedergli il conto e vedremo se sarà lastricato di fiori o di spine. Certo che con 38.000 euro si poteva fare altro, ma Puglia deve aver pensato: “Il marmo c’è; l’artista anche; il ponte tibetano ha due ingressi…”. Ha colto l’occasione santificata anche da Andy Warhol, quello che diventò famoso trasformando Marylin Monroe in rosa, blu, giallo e verde. Modificando quindi una icona e andando contro il pensiero comune. E allora alla fine viva Puglia, il Warhol garfagnino, l’eroe senza macchia e senza paura, l’anti-vigliacco per eccellenza, il sindaco in orbace bianco che ha avuto il coraggio di fare due statue su questa storia e metterle ai bordi di un ponte tibetano. Solo una domanda diventa punto fermo: cosa ne diranno tra vent’anni i passanti? Perchè un coniglio da una parte e un uomo rigido e forte dall’altra? Suggeriamo una lapide da entrambi i lati con su scritto: “Qui giace il sogno di Andy Warhol che voleva concedere ad ogni cittadino il proprio quarto d’ora di pubblicità”.

Simone Pierotti

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