Pronto Soccorso sempre più a rischio all’ospedale “S. Croce”

29 Gen

Barga e Castelnuovo litigano per la localizzazione del nuovo e ancora ipotetico ospedale unico? Facciano pure. Intanto la Regione rischia di togliere agli attuali due plessi il Pronto Soccorso e il punto Primo Soccorso, relegandoli alla stregua di poliambulatori. In Consiglio Regionale, infatti, si prepara una durissima battaglia politica per l’approvazione del nuovo Piano sociosanitario integrato regionale (Pssir) che di fatto elimina il pronto soccorso dagli ospedali definiti «di fascia A», tranne alcuni che possiedono specificità precise. Una battaglia che potrebbe anche essere trasversale, visto che nessun amministratore vorrebbe privarsi di un servizio così importante, specie nelle aree geograficamente più disagiate. Mancando ad oggi una vera e propria “black list”, si va per analogia, tenendo conto del parametro di 120 posti letto per nosocomio, soglia sotto la quale si entrerebbe, secondo una prima bozza di legge, nella “fascia A”. E tra questi ospedali, ci sono anche il “San Francesco” di Barga e il “Santa Croce” di Castelnuovo, che possono rispettivamente ospitare 92 e 107 pazienti. Il più battagliero, tra i consiglieri regionali è Stefano Mugnai del Pdl, che denuncia come “La giunta continua a definire queste strutture di fascia A ‘ospedali’ – spiega – mentre sa perfettamente di volerli trasformare in semplici poliambulatori. Ancora una volta, da parte della Regione manca il coraggio di chiarire la propria volontà con una scelta lessicale coerente ai fatti. E i fatti ci dicono che, se un ospedale perde il pronto soccorso, perde la sua stessa essenza e diventa un’altra cosa. Legittima e del tutto naturale, dunque, la preoccupazione manifestata oggi dai sindaci dei territori interessati al provvedimento”. A calmare le acque però ci pensa Marco Remaschi, presidente della commissione regionale Sanità ed esponente della Valle del Serchio: “A seconda della tipologia e della localizzazione, vanno difesi i plessi logisticamente strategici ed operativi nella fase di emergenza – urgenza. Non si faranno scelte indiscriminate, perché ogni territorio ha delle sue caratteristiche e problematiche”. Dunque, per niente drammi, anche se delle scelte radicali saranno compiute, anche se non nell’immediato: “Per ora non cambia nulla – continua Remaschi -, ma in ottica di Area Vasta inizierà una fase di trattativa per vedere le decisioni da prendere. Una cosa la posso garantire, ossia che si troveranno tutte le soluzioni per garantire ai cittadini il diritto alla salute”. Tornando alla riorganizzazione dei Pronto Soccorso, la tempistica è tracciata: sarà accelerato il lavoro in commissione, limando la bozza con la partecipazione dei contributi di sindaci e Asl. Entro marzo, il provvedimento dovrebbe essere al voto del consiglio. Dopo di che, si lavorerà a pieno regime alla riorganizzazione dell’intero settore socio sanitario per il prossimo quadriennio”.

Nicola Bellanova

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