Sulla via Bientinese è vietato chiedere prestazioni sessuali

25 Gen

Il sindaco di Altopascio Maurizio Marchetti ha firmato l’ordinanza che dà un netto giro di vite alla situazione della prostituzione a Altopascio, con particolare riferimento per quella femminile nella zona della Bientinese e quella omosessuale nell’area del casello autostradale. Una decisione che ha creato malumori in seno alla minoranza in consiglio comunale, ma che di fatto segue la linea intrapresa nei mesi scorsi da molti sindaci toscani, compreso quello di Bientina, uno dei due comuni attraversati dalla strada. Stop dunque al sesso in strada, e chi sgarra troverà a casa multe salatissime, con tanto di prova fotografica. Quello della prostituzione sulla via Bientinese è un fenomeno antico, che ora i primi cittadini cercano di debellare usando lo strumento dell’ordinanza, atta a scoraggiare più che altro i clienti, anzichè le prostitute e i loro “papponi”.  Altopascio, poi, è zona di confine, comune situato alla convergenza di ben quattro province (Lucca, Pistoia, Pisa e Firenze), zona ricca di industrie e di potenziale “domanda” di prestazioni sessuali. Ma la gente sembra condividere questo giro di vite, esasperata dai continui episodi legati, seppur indirettamente, alla micro e macro criminalità. Eccola nel dettaglio, quest’ordinanza, omettendo alcuni stralci relativi ai riferimenti normativi in oggetto.

Nicola Bellanova

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IL SINDACO

PREMESSO che è primario obbiettivo dell’amministrazione comunale garantire la civile convivenza dei cittadini, nel rispetto dei diritti fondamentali e promuovendo la rimozione di tutti gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana o che comunque limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini;

CONSIDERATO che nel territorio comunale di Altopascio, nel corso degli anni, per la presenza del forte traffico veicolare di passaggio sulla S.P. 3 e nella Via dei Sandroni e comunque in tutta l’area adiacente l’uscita del casello autostradale , in particolare nelle ore notturne, si è fortemente radicato il fenomeno della prostituzione , e che si sono verificati numerosi episodi di degrado sociale come la contrattazione di prestazioni sessuali anche in prossimità di attività commerciali e abitazioni private;

VERIFICATO che l’attività di meretricio può costituire grave pregiudizio alla sicurezza della circolazione stradale per i comportamenti imprudenti di coloro che, alla guida dei propri veicoli, sono alla ricerca di prestazioni sessuali a pagamento, anche a causa dell’attraversamento pedonale di strade fortemente trafficate e che ciò determina frequenti situazioni di grave pericolo per gli utenti della strada;

CONSIDERATO il fatto che le strade maggiormente interessate al fenomeno sono strade strategiche per la viabilità e al tempo stesso pericolose per la loro stessa conformazione, come risulta dal fatto che si sono verificati gravi sinistri stradali;

RILEVATO che il controllo sistematico del flusso veicolare da parte delle varie Forze di Polizia ha evidenziato una significativa tendenza all’aumento della velocità dei veicoli soprattutto in orario notturno e nelle direttrici stradali più importanti, con superamento dei limiti di sicurezza e messa quindi a repentaglio dell’incolumità delle persone.

CONSIDERATO che al fenomeno della prostituzione sono collegati gravi episodi criminali, quali sfruttamento, omicidi, atti di violenza, rapine sia a danno di terzi che delle persone dedite al meretricio, episodi che si sono verificati negli ultimi anni su tutto il territorio nazionale;

CONSIDERATO altresì che il meretricio, pur essendo attività di per sé non proibita dalla legge, comporta lo sfruttamento anche di ragazze minorenni, accomunate con le altre donne da una condizione di evidente costrizione, quando non di vera e propria riduzione in schiavitù, ciò ad evidente vantaggio della criminalità organizzata, che presumibilmente impiega gli ingenti ed illeciti guadagni per altre attività delittuose sul territorio ed è fertile terreno per lo sviluppo di situazioni criminose legate al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina;

RILEVATO che l’attività di meretricio costituisce anche una grave minaccia all’igiene e la salute pubblica stante il ritrovamento, nelle adiacenze delle abitazioni di numerosi rifiuti organici e non(profilattici utilizzati, fazzoletti, lattine, bottiglie, siringhe ecc.) gettati, senza alcuna cautela, in aree sia pubbliche che private e pertanto interessate dalla presenza di minori, di animali domestici e selvatici, nonché nei corsi d’acqua adiacenti a dette strade;

CONSIDERATO che spesso le prestazioni sessuali vengono poste in essere trascurando le più elementari norme igieniche di precauzione, costituendo potenziale rischio per il diffondersi di malattie infettive con grave pericolo per l’integrità fisica delle persone coinvolte e, più in generale, per la salute pubblica;

CONSIDERATO che il fenomeno della prostituzione su strada diffonde un messaggio pubblico altamente negativo e diseducativo perché offre un’immagine alterata delle relazioni personali e di annullamento della dignità e libertà dell’essere umano, che ingenera nella collettività un senso di disagio e scadimento dei valori sociali e può incidere sul processo educativo dei minori determinando in essi uno scadimento dei valori morali all’interno delle future relazioni personali;

ACCERTATO che la prostituzione su strada comporta anche una illecita occupazione del suolo pubblico e/o del demanio pubblico, sottraendolo di fatto al normale utilizzo da parte di altri cittadini;

CONSIDERATO che l’uso generale di beni demaniali, ivi compresi quelli comunali, deve svolgersi nei limiti consentiti dal dovuto rispetto per l’analogo diritto di cui sono titolari gli altri soggetti, con il conseguente potere – dovere ex art. 823 del Codice Civile per l’Amministrazione preposta alla tutela del bene demaniale di adottare quei provvedimenti che siano necessari alla sua conservazione ed ordinata utilizzazione, nonché a prevenire ed evitare violazioni delle regole generali connesse a detta conservazione ed ordinata utilizzazione;

CONSIDERATO che negli ultimi anni si è rilevata una recrudescenza del problema, e che continuano a giungere alla Polizia Municipale, alla locale Stazione dei Carabinieri ed a questo Sindaco lamentele, esposti e richieste di intervento da parte della popolazione, che vede rinnovarsi una situazione di forte degrado, di pericolo per la circolazione stradale e per l’igiene pubblica;

CONSIDERATO come, a causa del fenomeno sopra descritto, che non accenna a diminuire, nonostante le metodiche azioni di contrasto poste in essere dalle forze di Polizia, sia sempre più evidente l’aumento del senso di insicurezza percepito dai cittadini in pregiudizio dell’ordinato vivere civile;

RITENUTO che, al fine di sradicare tale stato di cose, lesivo della sicurezza urbana e della qualità della vita dei cittadini, si ritiene doveroso intensificare l’attività di vigilanza, controllo e repressione da parte dalle forze dell’ordine per ridurre e contrastare tutte le manifestazioni di degrado sopra descritte con il miglioramento della qualità della vita e della sicurezza, ampiamente intesa, dei cittadini;

PRESO ATTO della segnalazione prot. 27/2011 del 17.01.2011 del Comando della Stazione Carabinieri di Altopascio.

PRESO ATTO che il Sindaco di Bientina ha emesso identico provvedimento in data 15.12.2011

PRESO ATTO peraltro che per ragioni di organico e di priorità operative, è impossibile garantire, specie nello ore notturne, un servizio di presidio del traffico veicolare da parte della Polizia Municipale e/o da parte delle altre Forze di Polizia sufficiente a prevenire gli anzidetti comportamenti

PRESO ATTO che, con sentenza 115/2011, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del citato art. 54, 4° comma TUEL, nella parte in cui permette ai Sindaci di emanare provvedimenti ordinatori, diretti al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana qualora questi provvedimenti non corrispondano ai criteri di contingibilità ed urgenza;

PRECISATO che, in ossequio alla sentenza 115/2011 della Corte Costituzionale, con la repressione di tale condotta attraverso la sanzione amministrativa nei confronti del cd. “cliente”, non vengono affatto lesi o compromessi diritti costituzionalmente garantiti ma, al contrario, vengono protetti il diritto alla vita, alla salute, all’integrità, alla sicurezza ed alla vivibilità per i cittadini, per gli utenti della strada e per le stesse prostitute;

RITENUTO che, nelle more di un intervento legislativo che definisca con più precisione l’estensione, i limiti ed i presupposti per l’utilizzo del potere di ordinanza in materia di sicurezza urbana ed incolumità pubblica, sia comunque necessario ed urgente, nei limiti della citata sentenza della Corte Costituzionale, intervenire per impedire che tale stato di cose sia ulteriormente pregiudizievole per la sicurezza urbana e l’incolumità pubblica, e che al momento non vi siano altri strumenti giuridici che possano profittevolmente essere adottati in merito;

VISTO che il Sindaco, nella sua qualità di autorità locale di pubblica sicurezza, deve vegliare al mantenimento dell’ordine pubblico, alla sicurezza dei cittadini, alla loro incolumità e alla tutela della proprietà; curare l’osservanza delle leggi e dei regolamenti generali e speciali dello Stato;

CONSIDERATO che il Sindaco, alla luce delle norme sopra richiamate, può intervenire con atti contingibili ed urgenti per prevenire e contrastare atti e comportamenti tali da compromettere la vivibilità della comunità, creando disagio e allarme nella popolazione, perché idonei a facilitare l’insorgenza di più gravi fenomeni criminosi, ovvero perché lesivi delle regole sociali o di costume sui quali si regge una corretta, ordinata e civile convivenza;

VALUTATO che per le motivazioni sopra espresse debba essere emanato un provvedimento del Sindaco con propria ordinanza che rivesta i caratteri della contingibilità e dell’urgenza;

O R D I N A

che, a far data dal giorno 1 Febbraio 2012 e fino al giorno 31 Luglio 2012, in via sperimentale:

1. su tutto il territorio comunale, nella pubblica via e su tutte le aree soggette a pubblico passaggio con particolare riferimento alla S.P., Via Sandroni e nell’area adiacente l’uscita del casello autostradale A11ed alle strade ad esse adiacenti (e nelle relative pertinenze stradali) ove stazionano soggetti i quali, per le condizioni di orario e/o di posizionamento a margine della carreggiata, in atteggiamento atto ad attirare l’attenzione dei conducenti,appaiono dediti all’offerta di prestazioni sessuali a pagamento, è fatto divieto ai conducenti dei veicoli, che giungano in prossimità o in corrispondenza degli stessi soggetti:

a) di procedere a passo d’uomo, dovendosi invece regolare la velocità, in considerazione dell’ora (in particolare se notturna) e della notevole mole di traffico che quotidianamente si svolge sulle due strade provinciali sopra richiamate e su quelle strade ad esse adiacenti, in modo da evitare ogni pericolo per la sicurezza delle persone e delle cose ed ogni disordine per la circolazione;

b) di eseguire brusche frenate o rallentare improvvisamente;

c) di eseguire qualsiasi manovra repentina di accostamento e/o di fermata per chiedere informazioni, contrattare, concordare prestazioni sessuali a pagamento con soggetti dediti alla prostituzione o che per l’abbigliamento ovvero per le modalità comportamentali manifestano comunque l’intenzione di fornire prestazioni sessuali a pagamento.

Per i divieti sopra descritti non è necessaria l’apposizione di segnaletica stradale, rivestendo il presente punto una finalità ricognitiva e specificativa, relativamente alla fattispecie oggetto del presente provvedimento, di comportamenti astrattamente vietati dagli artt.141 e 154 del Codice della Strada.

2. I comportamenti di cui ai suddetti punti sono vietati anche quando sono finalizzati a far salire o scendere i medesimi soggetti dal veicolo che si conduce. La violazione si concretizza anche a carico della persona che, a piedi e nei luoghi sopra enunciati, contratta o concorda prestazioni sessuali a pagamento con soggetti che esercitano attività di meretricio.

3. In tutto il territorio Comunale è vietato tenere abbigliamenti, comportamenti ed atteggiamenti indecorosi ed indecenti preordinati ad indurre alla domanda di prestazioni sessuali a pagamento con conseguente interferenza con il regolare svolgimento della circolazione stradale. La violazione si concretizza con lo stazionamento e/o l’appostamento della persona, e/o l’adescamento di clienti e l’intrattenersi con essi, e/o con qualsiasi altro atteggiamento o modalità comportamentali, compreso l’abbigliamento indecoroso e/o indecente, che possano ingenerare la convinzione che la stessa stia esercitando l’attività della prostituzione consistente nella offerta di prestazioni sessuali a pagamento.

4. I divieti di cui ai punti precedenti, che riguardano tutte le parti della contrattazione e tutti i soggetti che vi partecipano, non valgono per i volontari delle associazioni e delle istituzioni che perseguono fini di solidarietà verso le prostitute, e per i mezzi di soccorso, il cui comportamento sia tenuto in stato di necessità.

5. Ferma restando l’applicazione delle eventuali sanzioni penali e amministrative previste da leggi e regolamenti in vigore, nonché delle sanzioni amministrative previste per le violazioni al codice della strada, e fermi i limiti edittali stabiliti per le violazioni alle ordinanze comunali dall’articolo 7bis del D. Lgs. 18 agosto 2000, n.267 come introdotto dall’16 della legge n.3 del 16/01/2003 e modificato dall’art.1-quater, comma 5 della legge n.116 del 20/05/2003. .

6. L’inottemperanza all’ordine legittimamente dato da parte degli agenti della Forza Pubblica di cessare immediatamente il comportamento illecito e di allontanarsi da tutte le vie e aree in cui vige il divieto indicato dalla presente ordinanza sarà sanzionato ai sensi dell’art.650 del Codice Penale.

7. La presente ordinanza, preventivamente comunicata al Prefetto di Lucca, è immediatamente esecutiva.

8. Avverso la presente ordinanza è proponibile ricorso al T.A.R. Toscana entro 60 giorni dalla sua pubblicazione o ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni decorrenti dalla stessa data.

9. Del presente provvedimento è data informazione al pubblico mediante affissione all’Albo Pretorio Comunale per giorni 15 consecutivi, pubblicazione sul sito internet comunale, mediante comunicato stampa agli organismi di informazione locale (nonché mediante eventuali altre forme ritenute più idonee per l’informazione dei cittadini).

10. La stessa verrà eventualmente revocata nel caso in cui, dal monitoraggio operato dalle forze dell’ordine, emergesse un positivo mutamento della situazione di fatto.

11. Ai fini della vigilanza e dell’esecuzione, la presente ordinanza viene trasmessa al Comando della Polizia Municipale di Altopascio, al Comando Provinciale dei Carabinieri di Lucca, alla Questura di Lucca, Comando Provinciale Guardia di Finanza di Lucca, al Comando Stazione Carabinieri di Altopascio, alla Polizia Provinciale di Lucca.

12. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservare e far osservare la presente ordinanza.

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