A Barga la fede si fa vocazione Sei ragazzi prenderanno i voti

3 Gen

Crisi di vocazioni? Forse, ma non certo a Barga. Infatti, da qualche mese a questa parte, si registra un vero e proprio boom di nomine pastorali, per lo più affibbiate a tanti giovani del posto che, cresciuti negli ambienti delle parrocchie gestite dalle due unità pastorali di Barga (che comprende anche Mologno, Sommocolonia, San Pietro in Campo e la montagna) e quella di Fornaci, che copre tutto il fondovalle assieme alla frazione di Filecchio. Vista la mole di nuovi ingressi in seminario, è bene fare un riassunto. Ad oggi, ben sei ragazzi hanno intrapreso questo percorso di fede che, a breve, culminerà con l’ordinazione sacerdotale. Quest’anno in seminario sono entrati due ragazzi del Barghigiano: si tratta di Cristian Bonugli di Mologno e Alessandro Pieroni di San Pietro in Campo, entrambi diciannovenni. Sono entrati in seminario subito dopo la fine degli studi superiori. Poi c’è Alessio Lenzarini di Mologno, che ha 26 anni e al suo quarto anno di studi religiosi ha già ottenuto i ministeri del lettorato e dell’accolitato, e si prepara a ricevere il prossimo anno l ordinazione diaconale. Lenzarini è entrato in seminario dopo aver conseguito la laurea in ingegneria chimica. Scendendo a valle, poi, c’è Lorenzo Bianchi, fornacino doc diventato diacono lo scorso 8 dicembre, ed attualmente al suo sesto anno di Seminario. Nei giorni scorsi, assieme a Lorenzo sono diventati diaconi anche il quarantenne Simone Binelli di Vittoria Apuana (che ha operato nell unità pastorale di Barga fino a due anni fa), e Federico Franchi di Pontedera, che è quest’anno presente nel vicariato di Barga. E pensare che fino a qualche anno fa, c’era penuria di prelati, costringendo i tre parroci don Stefano Serafini, don Silvio Baldisseri e don Antonio Serafini, a sobbarcarsi un’enorme mole di lavoro assieme ai due diaconi “anziani”, ossia Luigi Moscardini e Francesco Tomei. Un clima nuovo aleggia all’ombra del Duomo, dunque, E questo record di vocazioni non è certo frutto del caso. Da qualche anno ormai, gli sforzi dei parroci del territorio comunale sono sempre più orientati a valorizzare i cammini di fede, coinvolgendo attivamente i più giovani in attività pastorali che, spesso, culminano poi con queste scelte di vita. Tanti progetti validi, che stanno dando frutti copiosi: “Non sono certo io l’artefice di questo fenomeno – afferma con molta umiltà monsignor Serafini -, io cerco solo di lavorare sui ragazzi e in generale sui fedeli per creare in loro una coscienza di fede. Una volta acquisita questa, poi, ognuno sceglie il proprio cammino”. E’ indubbio che, da queste parti, c’è una sorta di humus fertile, che i parroci riescono a capitalizzare al meglio: “E’ importante il coinvolgimento della comunità – continua il Proposto -, e si lavora molto anche sotto l’aspetto della socializzazione, che poi è la fase più delicata. I cammini di preghiera, la creazione di iniziative per i giovani e l’organizzazione di eventi culturali a loro dedicati, pongono le basi per un proficuo lavoro. E sono soddisfatto che la comunità recepisca questi miei intenti”.

Nic. Bell.

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